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Buio pesto a Faenza: biancazzurri retrocessi in promozione

Il dramma sportivo si è concretizzato nel tardo pomeriggio di una domenica di metà maggio: il Faenza calcio è retrocesso in Promozione. I volti che hanno abbandonato il terreno di gioco dopo il triplice fischio hanno sintetizzato perfettamente lo stato d’animo di una squadra, di una tifoseria, di una città intera. Inspiegabile, inimmaginabile, ma proprio tutto vero. Ora si deve ripartire dalla Promozione, come nelle stagioni 2012-2013 e 2015-2016. Non sono bastati gli oltre 500 tifosi del Bruno Neri per spingere i manfredi alla salvezza in Eccellenza, destino ambito e oggettivamente meritato per i risultati ottenuti con franchezza e determinazione soprattutto nelle ultime uscite stagionali. Ma il calcio mette di fronte ad esami decisivi e inequivocabili: da quel risultato dipende un anno intero. Le fatiche di 34 giornate si concentrano su un’unica sfida finale: lo spareggio contro il Sanpaimola. Il Faenza arriva pronto, motivato e galvanizzato dalle ultime prestazioni: le vittorie di misura a Cotignola nel recupero del 2 maggio (gara disputata nuovamente per errore tecnico del direttore di gara) e a Copparo tre giorni più tardi (gol di Tosi in pieno recupero) permettono all’undici di Assirelli di disputare la sfida play out davanti al proprio pubblico, un vantaggio non da poco. Si gioca davanti ad una bella cornice di pubblico, ma sotto una pioggia continua, incessante e fastidiosa. Uno dei due precedenti stagionali vede favoriti gli ospiti, vittoriosi all’andata 1-0 (al ritorno la sfida terminò a reti bianche). Ma non possono esserci alibi. E anche dopo lo svantaggio di fine primo tempo (gol degli ospiti al 36′ con Landini), i giochi restano aperti. I manfredi attaccano e sfidano il tempo, rivedono come in un film le fatiche patite durante l’anno, i risultati negativi di una stagione sfortunata, per lunghi tratti sotto le aspettative. La ripresa regala la speranza che il Faenza possa avere la salvezza in tasca: Bonavita, ex Cailungo (squadra della Repubblica di San Marino), approdato alla corte di Fulvio Assirelli nella finestra invernale di mercato, fa 1-1. Ma i sogni dei padroni di casa, ora padroni anche del proprio destino, si infrangono un quarto d’ora più tardi per via del gol dell’ex Errani. Poi arriva il triplice fischio più amaro degli ultimi anni, quel momento che mai si sarebbe voluto. Impossibile descrivere i sentimenti dei biancazzurri in campo e in panchina. Gardenghi, nervoso nel finale, viene espulso per proteste. Arrivano i titoli di coda sulla stagione del Faenza calcio e sono amarissimi, gelidi e inaspettati. Ora però si può e si deve scrivere una nuova pagina da settembre: i biancazzurri sono attesi da un campionato sempre molto complicato, ma che li vede come “nobile decaduta”. Ripartire dai giovani, molto utilizzati durante la stagione (21,5 anni la media della rosa), è un imperativo categorico, con un occhio di riguardo anche al settore giovanile. Gli inizi sono sempre difficili, ma il Faenza saprà trasformare questa delusione nel suo punto di forza a partire dall’estate che anticipa l’inizio di una nuova avventura calcistica. Con la speranza di tornare al più presto in Eccellenza.

Paolo Santi

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