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Ayrton Senna: il “Campione Gentile” mai dimenticato

Il 1 maggio 1994, durante il Gran Premio di Formula Uno della Repubblica di San Marino, Ayrton Senna perde la vita in un terribile incidente. Il pilota brasiliano, tre volte campione del Mondo, scompare all’età di 34 anni. Di quel giorno ricordo poco o nulla (non avevo neanche sette anni). Con il passare del tempo però la figura di Senna mi ha sempre affascinato. Non tanto per le qualità di pilota, quanto per la persona. Succede che qualche anno fa, comprai un libro dal titolo Suite 200, l’ultima notte di Ayrton Senna” – scritto dal giornalista Giorgio Terruzzi ed edito da 66thand2nd. Non lessi subito il libro. Cosa che invece ho fatto circa un mese fa, durante una trasferta di lavoro. Nel giro di pochi giorni l’ho terminato e tanto mi ha lasciato: ho scoperto il pilota, il campione, la sua mentalità ma anche la sua personalità, le sue paure. Il libro racconta la vita di Ayrton attraverso gli ultimi suoi giorni prima di quel fatale primo maggio. Terruzzi si immagina il campione che nelle ore precedenti alla sua morte fa un bilancio della sua vita, all’interno della Suite 200 dell’Hotel Castello, il luogo a Castel San Pietro dove Senna ha alloggiato durante il Gran Premio di Imola.

Pochi giorni dopo la fine del libro – che consiglio a chiunque, non solo ai fan di Senna – ho deciso così di fare un piccolo pellegrinaggio verso Imola e Castel San Pietro. In questi giorni, proprio durante l’anniversario della morte, mi sono recato prima di tutto all’autodromo di Imola. All’interno del Parco delle Acque Minerali, che si trova proprio nella zona del circuito, c’è un monumento dedicato a Senna e situato nei pressi della curva Tamburello – quella dove Ayrton perse la vita. Ancora oggi, dopo oltre trent’anni, quel luogo è pieno di oggetti portati da persone da tutto il mondo: bandiere, foto, poesie, disegni, modellini di auto, adesivi, lucchetti. Il campione brasiliano era infatti amatissimo da chiunque e la sua morte ha lasciato un vuoto enorme all’interno del motorsport – e non solo. Proseguendo lungo il tracciato, sono arrivato anche ad un altro monumento dedicato ad un pilota che nel medesimo Gran Premio di San Marino perse la vita. Il 30 aprile 1994 infatti, durante le prove libere, l’austriaco Roland Ratzenberger perse il controllo della sua Simtek e andò a schiantarsi verso la curva Villeneuve. Il pilota se ne andò alla stessa età di Senna (34 anni, entrambi erano nati nel 1960). Nel luogo del monumento sono presenti anche qui bandiere e ricordi del pilota austriaco, con una targa che dice: “Ha vissuto per il suo sogno”.

Dopo Imola, ho deciso di dirigermi verso Castel San Pietro. Come indicato nel libro di Terruzzi, al pilota brasiliano piaceva la tranquillità del piccolo paese non lontano dal circuito. Era solito andare a mangiare alla Trattoria Romagnola, ristorante attivo dal 1939 in centro a Castel San Pietro. Così ho deciso di prenotare un tavolo e di pranzare lì. Al momento del pagamento ho chiesto informazioni sul proprietario che aveva conosciuto Ayrton. Oggi è in pensione ma il ristorante è gestito dalla nipote che mi ha gentilmente mostrato la sala dove veniva fatto accomodare il campione brasiliano. Oggi quella sala è piena di foto e alcune sue celebri frasi. È presente anche un autografo originale del pilota. La titolare mi ha inoltre donato un volantino che fu usato nel 2024 in occasione di un evento che ricordava i trent’anni della scomparsa.

Nonostante la fama – si legge nel volantino – era una persona umile. Non avanzò nessuna pretesa, fu una nostra decisione riservargli la sala ogni volta che arrivava, per lasciarlo tranquillo il più possibile. Non gli abbiamo mai chiesto di farsi fotografare con noi, per rispettare la sua riservatezza”. Sul retro del volantino anche un piccolo menù, con i piatti che preferiva: spaghetti al torchio, insalata e macedonia di frutta.

La mia giornata si è poi conclusa con la visita al Hotel Castello, l’hotel dove ha trascorso la sua ultima notte. All’ingresso si nota una grande bacheca piena anche qui di ogni cimelio. Ho chiesto gentilmente alla reception se potevo dare un’occhiata dopodiché la ragazza mi chiede se volessi visitare la ormai nota stanza 200. Sinceramente non mi aspettavo una cosa del genere, e non sapevo nemmeno se fosse giusto entrare. Alla fine sono entrato. La stanza è rimasta praticamente come allora, ad eccezione del bagno. All’interno ci sono foto e citazioni – in brasiliano e italiano – inoltre la camera è regolarmente prenotabile come tutte le altre dell’hotel. Mi raccontano che sono tanti gli appassionati che arrivano da tutto il mondo per poter visitare la stanza. La mia permanenza è breve ma comunque piacevole e significativa.

Faccio ritorno a casa con tanti ricordi e con maggior consapevolezza che un mito come Senna non è stato dimenticato – e mai lo sarà. Come diceva il volantino del ristorante, era un “campione gentile”.
Ciao Ayrton.

Giacomo Scarponi

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